Frida Kahlo, alcune informazioni sulla grande artista messicana

In questo particolarissimo articolo ci concentriamo su Frida Kahlo, una delle più grandi figure artistiche mai vissute, la cui vita è diventata iconica tanto quanto il suo lavoro. La sua arte era profondamente personale e politica, rifletteva la sua turbolenta vita personale, i suoi disturbi fisici, il suo rapporto con il grande muralista Diego Rivera e il Messico che tanto amava e per cui combatteva. Dagli anni ’70 è diventata un’icona femminista e negli ultimi dieci anni la sua personalità e la sua arte vengono utilizzate in particolare nella lotta per l’ottenimento dei pari diritti, in tutti i campi, per le donne. Approfondiamo dunque la figura dell’artista messicana di seguito.

Frida Kahlo fotografia in bianco e nero
Frida Kahlo fotografia in bianco e nero-Pinterest.it

Alcune utili informazione biografiche

Frida Kahlo è nata in Messico il 6 luglio 1907, suo padre, Wilhelm (Guillermo) Kahlo, era un fotografo di origine ebreo-tedesca immigrato in Messico. Sua madre era la messicana Matilde Calderón. La famiglia di Frida, come si usava ai tempi, era molto numerosa, tanto che la futura artista aveva tre sorelle, Matilde, Adriana e Cristina. All’età di 6 anni contrasse la poliomielite, per cui la sua gamba destra rimase leggermente più corta di quella sinistra. A 18 anni subì un tragico incidente che l’avrebbe perseguitata per il resto della vita: un tram si schiantò contro l’autobus su cui viaggiava e lei rimase gravemente ferita. Frida durante l’incidente venne trafitta da una ringhiera di metallo, si fratturò molte ossa, e subì gravi danni al midollo spinale e la lussazione della spalla e del piede.

Durante il duro periodo di convalescenza rimase praticamente immobilizzata nel suo letto, ed è proprio lì che nacque la passione per la pittura. Confinata nel nello Frida iniziò a dipingere,  e la pittura divenne una modalità di sopravvivenza e di auto-espressione, che l’aiutò a far fronte al suo tortuoso dolore cronico, ed ai periodi prolungati di riposo a letto cui era costretta.

autoritratto di Frida kahlo
autoritratto di Frida kahlo-Pinterest.it

Il matrimonio con Diego Rivera

L’altro evento che ha scosso profondamente la vita di Frida è stato il suo incontro e la sua relazione tumultuosa con il famoso artista Diego Rivera. L’amore tra Frida e Diego era forte e appassionato, ma la relazione era anche instabile e piena di momenti colmi di dolori. Nonostante i due fossero legati anche da idee politiche simili, spesso si svilupparono liti a causa proprio delle scelte di Diego Rivera.  Frida scoprì infatti i numerosi tradimenti di Rivera, e la coppia divorziò, per poi risposarsi un anno dopo con l’accordo reciproco di condurre una vita sessuale autonoma..

Pillole della sua arte e la morte

Frida Kahlo ha trovato il modo di esprimersi e sopravvivere agli episodi difficili della sua vita attraverso l’arte. Era determinata a dipingere la propria realtà e due terzi dei suoi dipinti sono autoritratti, rivelando il suo vivo interesse nell’esplorare in profondità il proprio essere e la propria identità. I suoi autoritratti sono lo specchio della realtà, mostrano immagini di se stessa con i suoi tipici baffi e un sopracciglio, e in momenti di sofferenza e dolore, sfidando coraggiosamente le norme di bellezza convenzionali. Allo stesso tempo, Frida era interessata a recuperare le radici dell’arte e della cultura popolare messicana attraverso la sua vita quotidiana e la sua arte.

Sebbene i surrealisti cercassero di rivendicarla come una di loro e Frida fosse interessata al loro lavoro, preferiva evitare qualsiasi etichetta quando si trattava della sua arte. L’artista ci teneva a sottolineare che lei non faceva null’altro che ciò che sentiva. Gli ultimi anni della sua vita furono molto duri e difficili, a partire dalla fine del 1950, infatti, la sua salute peggiorò notevolmente e fu costretta a subire l’amputazione di una gamba. Nonostante tale intervento medico la salute di Frida non migliorò, e, nel 1954 si spende nella propria abitazione, la Casa Azul, che dopo la sua morte divenne, come da volontà dell’artista, un museo.

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